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Running > Infortuni donne

Running: infortuni tipici delle donne

di Sergio Migliorini

I punti critici dell'universo femminile


Le atlete presentano alcune differenze anatomiche e fisiologiche rispetto ai colleghi maschi:

  • maggior grandezza del bacino,
  • più accentuata inclinazione del ginocchio verso l'esterno (valgismo),
  • mal allineamento del meccanismo che permette l'estensione della gamba (muscolo quadricipite, rotula e tendine rotuleo),
  • "debolezza" dei legamenti,
  • minor massa muscolare (ipotrofia).

Questi elementi predispongono agli infortuni. Tuttavia sono meno importanti di altri fattori quali lo scarso grado di allenamento di base di alcune ragazze che, soprattutto nei primi anni di pratica sportiva, è alla base di molti problemi. Nell'analisi degli infortuni, infatti, bisogna considerare tutti e cinque i fattori scatenanti:

  • errori di allenamento,
  • caratteristiche anatomiche,
  • biomeccanica della corsa,
  • scarpe,
  • terreni di allenamento.

Ginocchio
Negli infortuni dell'apparato estensore, frequenti tra le donne, il fattore biomeccanico è molto importante. Mentre nella flessione (piegamento) della gamba la rotula (l'osso del ginocchio) presenta una buona stabilità, nell'estensione la sua stabilità è solo dinamica, determinata cioè dalle strutture muscolari e legamentose.

Particolarmente importanti sono la forza del muscolo vasto mediale e l'efficienza del legamento alare. Quando sono deboli e lassi si può avere un'instabilità rotulea: la rotula, indipendentemente dal suo "allineamento", può spostarsi all'interno e all'esterno sino a lussarsi in seguito a fattori traumatici. Lo stress a cui è sottoposta l'articolazione femororotulea a livello del ginocchio può sfociare in un'usura della cartilagine (cioè, nella condromalacia, un problema estremamente serio per il futuro di ogni atleta).

Per la diagnosi si ricorre alle radiografie del ginocchio con proiezioni assiali e alla risonanza magnetica articolare (RMN).
Il rinforzo del muscolo vasto mediale è il cardine della terapia conservativa dei problemi rotulei.

Piedi
I piedi sono un altro punto debole delle donne. La difficoltà in questo caso è stabilire se i problemi sono ereditari, legati al sesso femminile, oppure dovuti all'utilizzo di scarpe inadeguate. Alluce valgo, dita a martello, metatarsalgie sono frequenti elementi di disturbo dell'attività.

Le donne hanno la parte anteriore del piede molto ampia e il retropiede più stretto rispetto agli uomini. L'utilizzo di scarpe con tacchi alti e avampiede stretto alla lunga (ci vogliono anni ovviamente) può favorire l'insorgere di patologie.

Comunque anche le scarpe d'atletica rispecchiano l'anatomia del piede femminile solo in alcuni modelli. Nella maggioranza dei casi sono troppo strette nella parte anteriore e troppo larghe posteriormente. Calzature siffatte possono peggiorare i dolori dovuti ad esempio ad un alluce valgo o ad una borsite a livello della testa del 1° metatarso.

Le atlete devono dunque prestare molta attenzione nell'acquisto delle scarpe, selezionando modelli che riducono al minimo le sollecitazioni al piede, rispettano la forma femminile e sono adatti al tipo di appoggio. Chi ha il piede cavo e rigido deve optare per scarpe che danno il meglio nell'ammortizzamento. Chi, invece, ha un piede flessibile con tendenza ad una pronazione esagerata (eccessiva rotazione del piede verso l'interno in fase di appoggio), deve scegliere modelli ad alta stabilità.

Fratture da stress
Gli studi sinora effettuati hanno evidenziato in modo inequivocabile che le fratture da stress sono molto più frequenti fra le donne. Non si tratta di un infortunio acuto, ma dell'esito di un processo lento che porta a rompere l'equilibrio fra carico sopportabile e resistenza dell'osso.

Possono riguardare tutte le ossa, ma ad esse colpite sono soprattutto quelle degli arti inferiori come la tibia, il perone, i metatarsi. Il principale fattore favorente è lo squilibrio ormonale che spesso nelle podiste porta alle alterazioni del ciclo mestruale.

Il rapporto fra amenorrea (assenza del flusso mestruale) e frattura da stress è spiegabile con la cosiddetta "triade femminile": amenorrea, osteoporosi e disturbi dell'alimentazione. I bassi livelli ormonali di estrogeni presenti nelle maratonete causano una demineralizzazione sia dello strato superficiale (corticale) sia di quello profondo (trabecolare) dell'osso, tanto che le podiste ventenni con amenorrea e bassi valori di estrogeni hanno una densità ossea inferiore a quella delle donne cinquantenni in menopausa.

La prevenzione si basa sull'assunzione di calcio ed eventualmente della pillola anticoncezionale, oltre che su una corretta alimentazione e programmazione degli impegni agonistici.

Legamenti


Le atlete, soprattutto le pallavoliste e le giocatrici di basket, sono particolarmente soggette alle lesioni del legamento crociato anteriore del ginocchio. Queste lesioni sono sei volte più frequenti nelle donne rispetto agli uomini. Le cause non sono chiare e coinvolgono fattori legati al sesso:

  • lassità legamentosa,
  • lassità costituzionale,
  • dimensioni del legamento,
  • forma della parte terminale del femore (condili femorali),
  • ampiezza delle anche

e fattori legati all'attività sportiva:

  • grado di preparazione atletica
  • forza muscolare
  • coordinazione.

La distorsione di ginocchio è un problema raro tra i podisti. Molto più frequenti sono invece le distorsioni di caviglie dove la maggior lassità legamentosa delle donne è un sicuro fattore favorente.

La prevenzione prevede un'accurata scelta dei terreni dove correre, la rieducazione con ginnastica di tipo propiocettiva, il rinforzo dei muscoli peronei e un'adeguata terapia. Alcune instabilità legamentose sono dovute, infatti, alla trascuratezza con cui vengono affrontate le innumerevoli distorsioni che ogni podista subisce nella sua carriera.

 
 
 
 

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